Non riuscire a passare dalla bandiera belga o olandese a quella italiana e poi scegliere per disperazione quella francese è un chiaro esempio che l’Italia non funziona bene.

Se ipotizziamo di possedere una barca battente bandiera olandese che ha urgenza di cambiare bandiera e passare al registro italiano.

Primo scoglio insormontabile. I documenti devono essere prodotti tutti in originale cartaceo.

Altro problema burocratico riguardante il famoso tasto rosso per il salvataggio che possiedono i VHF attuali. Per chi non lo sapesse, il tasto rosso DSC con scritto “Distress” che in italiano significa “pericolo, difficoltà, emergenza” serve a lanciare automaticamente una richiesta di soccorso. Abbiamo dichiarato di non avere il patentino che abilita a schiacciare il tasto rosso, senza incorrere in multe e sanzioni penali. Bene, avremmo dovuto partecipare ad un corso: “la prima sessione disponibile e tra due mesi”. Costo? Ridicolmente alto con grande perdita di tempo.

Il costo per un 10 metri? 4000 euro

Ci hanno anche allertato che, comunque, la barca sarebbe stata soggetta ad un accurato controllo da parte di un ente certificatore, che avrebbe comportato alaggio e varo della barca.

Facciamola breve, pur non avendo la benché minima certezza di poter un giorno innalzare a poppa il vessillo tricolore con le repubbliche marinare, il totale del costo della pratica, patentino tasto rosso VHF compreso sarebbe stato, conti alla mano, di quasi 4.000 euro per una barca di poco più di 10 metri.

PER RISOLVERE IL VOSTRO PROBLEMA DI CAMBIO BANDIERA :

http://med1.net/amministrazione-e-assistenza-pratiche-nautiche/